LA DISCARICA DI LEGOLI: UN “MODELLO” SOTTO INCHIESTA

Peccioli 31 Luglio 2011

Pubblichiamo oggi un articolo comparso su alcune testate giornalistiche online che cerca di analizzare in maniera oggettiva il “modello” di gestione dei rifiuti “ideato” dalla Belvedere Spa di Renzo Macelloni, con il sostegno del Comune di Peccioli. L’articolo mostra chiaramente come il cosidetto “Sistema Peccioli”, se analizzato con un minimo di buonsenso, presenta diversi aspetti piuttosto discutibili.

L’articolo è firmato da Michele Sasso e può essere visualizzato anche cliccando qui .

La discarica di Peccioli: un «modello» per la Polverini, ma un  video racconta un’altra storia

di Michele Sasso

In Provincia di Pisa la discarica del piccolo paese di Peccioli è controllata  dal Comune che guadagna dal conferimento: di proroga in proroga si è arrivati a  quasi 5 milioni di metri cubi e possibilità di sfruttarla fino al 2028. Un  modello per la governatrice del Lazio Renata Polverini che vuole portare lo  stesso schema a Fiumicino, mentre i comitati raccontano in un video come la  spazzatura viene trattata.

Al Nord le barricate contro la monnezza di Napoli mentre a Peccioli è  la benvenuta. Nel cuore della «verde» Toscana (a 40 km da Pisa e 80 da  Firenze) la discarica della frazione di Legoli del piccolo Comune di Peccioli è  pronta ad accogliere la monnezza campana. Qui infatti arriveranno 5 mila  tonnellate di rifiuti napoletani (le altre 5 mila nel comune livornese di  Rosignano) ed entro la fine dell’anno si toccherà quota 23mila tonnellate nei  due siti. E prima dell’arrivo nelle settimane scorse i due comuni si erano  addiritura scoperti rivali nella corsa ai rifiuti campani.

Perché lo smaltimento della spazzatura è (anche) un  business: per ogni tonnellata ricevuta, i gestori delle discariche  incassano circa 100 euro. Quindi 10 mila tonnellate valgono un milione di euro.  Un affare per il piccolo comune che è stato portato ad esempio anche dalla  presidente della Regione Lazio Renato Polverini per la gestione del ciclo dei  rifiuti. C’è infattti un trait d’union tra il progetto che trasferirà nel comune di Fiumicino gran parte dei rifiuti della  capitale e la «discarica modello» della cittadina pisana. La Polverini, nel  sopralluogo dello scorso 15 luglio, ha dichiarato che «qui non mi sembra di  riscontrare quelle anomalie che invece vediamo nelle nostre discariche ed in  particolare a Malagrotta. Il modello che abbiamo individuato è quello giusto: un  esempio di capacità manageriale efficiente, gestione ambientale certificata,  ricadute benefiche per il territorio e i cittadini».

Il Centro di smaltimento rifiuti di Peccioli interessa un’area di  circa 25 ettari e gestisce fino a mille tonnellate di rifiuti al giorno  per un totale di 300mila tonnellate l’anno provenienti dalle province di Pisa,  Firenze, Prato e Massa Carrara. La società che gestisce l’impianto è la  Belvedere Spa le cui azioni sono divise tra il comune di Peccioli, che ha il  65%, e il restante 35% è dei cittadini. Il suo ricavo per il 2009 supera 8  milioni di euro. Ma il cosidetto «modello Peccioli» non trova d’accordo le  associazioni ambientaliste e i cittadini locali che denunciano da anni i  pericoli per la salute che rappresenta la discarica e il rischio sanitario.

«La gestione dei rifiuti è ancora ai primordi – spiega  Davide Fabbri del Comitato emergenze ambientali di Legoli – : mentre la Ue  viaggia verso il 70% di differenziata, questo obiettivo è ancora lontano per la  Provincia di Pisa che ora viaggia solo al 38% mentre la Valdera è intorno al  29%. La presenza di una discarica disencentiva la differenziata e i gestori  attuano prezzi di favore per compensazione ai comuni dintorni. Questo sistema  non porta a nessuna politica virtuosa». E alla loro preoccupazioni si sono  sommate quelle degli abitanti e comitati cittadini di Fiumicino, che spaventati  di diventare la nuova Malagrotta hanno fatto sopralluogo a Peccioli. Le  preoccupazioni degli abitanti di Fiumicino riguardano soprattutto il modello che  la Giunta laziale vuole seguire, con il trattamento dei rifiuti «tale e quale», cioè senza separazione e differenziazione, come imporrebbe l’Unione Europea che  ha più volte richiamato e condannato l’Italia per le discariche di  rifiuti.

Ma perché mentre i politici di mezza Italia non vogliono la  spazzatura a Peccioli è un affare? La discarica è nata alla fine degli  anni ’70 in una zona argillosa, dieci anni dopo è stato sfruttato un  finanziamento della Regione Toscana da 4 miliardi di lire per bonificare l’area  esistenze e allargarla a 450mila metri cubi con una gestione totalmente  comunale. Ampliata più volte ad ogni esaurimento: da 450mila metri cubi è  cresciuta fino a quasi 2milioni di metri cubi. L’ultima proroga prevede la  chiusura nel 2013. Ma nelle scorse settimane la società Belvedere spa ha chiesto  l’autorizzazione per ottenere dalla Provincia di Pisa l’ampliamento  dell’impianto (da 1 milione e 900mila metri cubi di rifiuti a 4milioni e 900  mila) e il suo sfruttamento fino al 2028. «Ci candidiamo a essere uno dei pochi  impianti che rimarranno in Toscana a supporto di un sistema di recupero e  riutilizzo intelligente del rifiuto», ha spiegato Renzo Macelloni, presidente  della Belvedere Spa ed ex sindaco di Peccioli.

Contrari all’ampliamento i comitati locali: «Le discariche  possono liberare sostanze tossiche ed inquinanti, potenzialmente responsabili di  gravi danni alla salute — hanno scritto nella petizione inviata alla Provincia — faremo dunque di tutto per bloccare questo tentativo di scavalcare il diritto  alla salute di una comunità». E denunciano che la discarica «è carente per lo  studio di impatto ambientale» mentre dal punto di vista politico fa molto comodo  perchè risolve i problemi dello smaltimento della città toscane dei rifiuti  solidi urbani. Nelle prossime settimane la decisione dell’amministrazione  provinciale. Rimane un corto circuito per il Comune di Peccioli che non punta su  politiche virtuose per la riduzione dei rifiuti, è controllore dell’operato  della Belvedere Spa ma contemporaneamente come azionista di maggioranza della  società guadagna sulla monnezza che riempie la discarica comunale.

michele.sasso@linkiesta.it

Segnaliamo anche un’altro video sulla discarica di Legoli pubblicato recentemente su Youtube.

Il video è accompagnato da questo commento:

La sera del 25 Luglio 2011 per le strade di Peccioli si è svolta la prima grande manifestazione per dire “NO” all’ampliamento della discarica e chiedere una corretta gestione dei rifiuti. Come si può ben vedere la gente di Legoli vive da più di trent’anni a 300 metri da quella che qualcuno ha avuto il coraggio di definire “una lezione di civiltà”…

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